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Avviso legale

Piani di capitale dei dipendenti – nuove responsabilità

A partire dal 1° luglio 2019, i maggiori datori di lavoro saranno obbligati a consentire ai loro dipendenti di aderire ai piani di capitale dei lavoratori (“PPK”).

PPK sono stati introdotti dalla legge del 4 ottobre 2018 sui piani di capitale dei dipendenti (Gazzetta ufficiale delle leggi del 2018, voce 2215, di seguito “legge sul PPK”).

Presentiamo brevi informazioni sulle disposizioni della legge sul PPK.

1. DURATA DI VALIDITÀ

La legge sul PPK è entrata in vigore il 1° gennaio 2019, tuttavia, la data in cui le entità che impiegano (tra l’altro, datori di lavoro, committenti ed entità in cui opera il consiglio di vigilanza) saranno tenute ad applicare le disposizioni della legge sul PPK dipende dal numero di persone occupate in una determinata entità ad una data specifica.

In primo luogo, a partire dal 1° luglio 2019, saranno obbligati a introdurre PPK che impiegano entità che al 31 dicembre 2018 impiegano almeno 250 persone. Le entità che impiegano meno personale introdurranno PPK più tardi, il prossimo gruppo solo a partire dal 1° gennaio 2020 (almeno 50 persone occupate al 30 giugno 2019).

Nel determinare il livello di occupazione, l’ente datore di lavoro deve tener conto del fatto che la nozione di lavoratore dipendente contenuta nella legge sul PPK è più ampia della nozione di lavoratore dipendente e comprende, tra l’altro, i lavoratori assunti sulla base di un contratto di agenzia, un contratto di mandato, un contratto per la prestazione di servizi e i membri degli organi di vigilanza retribuiti per l’esercizio di tale funzione.

2. LA PARTECIPAZIONE VOLONTARIA

La partecipazione al PPK è volontaria, anche se il lavoratore dipendente sarà automaticamente incluso tra le persone che partecipano al PPK, ma può, sulla base di una dichiarazione scritta presentata per iscritto, dimettersi dall’effettuare pagamenti al PPK. Le dimissioni non saranno permanenti. Da un lato, un lavoratore dipendente che si è dimesso dal risparmio potrà ricominciare a risparmiare in qualsiasi momento, dall’altro lato, se non decide di risparmiare, dovrà dimettersi ogni 4 anni.

Norme leggermente diverse sono previste dalla legge PPK per le persone di età superiore ai 55 anni. Se tale persona ha meno di 70 anni, può partecipare al PPK, ma solo su propria richiesta. Tuttavia, sono escluse dalla partecipazione al PPK le persone che hanno compiuto 70 anni al più tardi il primo giorno di lavoro.

IMPORTANTE

L’ente datore di lavoro non può indurre i dipendenti a dimettersi dalla partecipazione al PPK. Tale azione è punibile con la responsabilità penale (multa fino all’1,5% del fondo di remunerazione dell’ente datore di lavoro nell’esercizio precedente la commissione del fatto vietato).

3. GLI ACCORDI RELATIVI ALLE PPK

Oltre a pagare i contributi per gli obblighi di base dell’entità che si occupa del PPK, devono essere conclusi due contratti che stabiliscono le condizioni per la raccolta e la gestione dei fondi. Il primo è il contratto di gestione tra l’ente datore di lavoro e l’istituzione finanziaria, il secondo è il contratto di gestione tra l’ente datore di lavoro e l’istituzione finanziaria, anch’esso concluso tra l’ente datore di lavoro e l’istituzione finanziaria, ma per conto e a beneficio dei dipendenti che decidono di partecipare al PPK.

I datori di lavoro obbligati a gestire il PPK dal 1 ° luglio 2019 dovranno concludere contratti di gestione per il PPK fino al 26 settembre 2019 e l’accordo per il funzionamento del PPK fino al 10 ottobre 2019.

IMPORTANTE

Un’entità impiegata che non adempie all’obbligo di concludere un contratto di gestione o un contratto per la gestione di un PPK nei termini previsti deve tener conto della responsabilità penale (nel primo caso – un’ammenda fino all’1,5% del fondo di remunerazione dell’ente datore di lavoro nell’esercizio finanziario precedente la commissione dell’atto vietato, nel secondo – un’ammenda da 1 000 PLN a 1 000 000 PLN).

4. L’IMPORTO DEI PAGAMENTI A FAVORE DI PPK FINANZIATI DALL’ENTE CHE IMPIEGA E DAI PARTECIPANTI A PPK

I contributi al PPK saranno finanziati dai datori di lavoro e dai partecipanti al PPK (dipendenti che decidono di fare questa forma di risparmio). La legge PPK introduce due tipi di pagamento al PPK – pagamento di base (minimo) e pagamento supplementare, che dipende dalla decisione del partecipante PPK e dell’ente che lo impiega.

Il pagamento di base finanziato dall’ente datore di lavoro ammonta all’1,5% dello stipendio. L’ente datore di lavoro può dichiarare nel contratto di gestione il pagamento aggiuntivo, comunque non superiore al 2,5% del compenso.

Il pagamento di base finanziato dal partecipante PPK ammonta al 2% della rimunerazione (in casi eccezionali può essere ridotto allo 0,5%). Un partecipante al PPK può dichiarare un pagamento supplementare al PPK, finanziato con risorse proprie, fino al 2% dello stipendio.

Inoltre, il partecipante di PPK riceverà pagamenti aggiuntivi al PPK (benvenuto, e se il partecipante soddisfa i requisiti specificati nella legge sul PPK anche annualmente) dal Fondo per il lavoro.

***

Le informazioni di cui sopra contengono, naturalmente, solo informazioni di base sul PPK. La legge sul PPK è ampia e copre anche una serie di questioni specifiche che modificano i suddetti principi generali e specificano questioni particolari che, a causa dell’ampia portata dell’argomento, sono difficili da descrivere in una breve e-mail di informazione.

Se avete domande, non esitate a contattarci:

Ewa Bieniak
Avvocato/ Of counsel
+48 22 420 59 59
ewa.bieniak@actlegal-bsww.com

13.06.2019

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