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Pacchetto anticrisi – scudo per il settore immobiliare

Cambiamenti più importanti derivanti dal pacchetto del cosiddetto scudo per il settore immobiliare:

Riduzione statutaria del canone di locazione nei centri commerciali con una superficie di vendita di oltre 2000 mq.

• Riduzione del 90% del canone di locazione di un centro commerciale con superficie di vendita superiore a 2000 mq per il periodo di impossibilità/limitazione di operatività dal Locatario (a meno che il Contratto di locazione non preveda un meccanismo più favorevole per il Locatario – in tal caso si applica tale meccanismo).

• Diritto del Locatore e del Locatario di richiedere al Tribunale una modifica della suddetta riduzione tenendo conto dei principi di giustizia.

• Mancanza di penali contrattuali, interessi, risarcimento per il mancato adempimento delle obbligazioni da parte del Locatario (è intenzione del Legislatore, come risulta dalla giustificazione del progetto, in una situazione in cui esso risulta da un divieto o da una limitazione dell’attività – qui la disposizione è formulata in modo molto ampio e ci sarà la possibilità di una sovra interpretazione).

Tassa per l’UP rinviata di 3 mesi

Rinvio del termine di pagamento della tassa per l’usufrutto perpetuo dal 31.03.2020 al 30.06.2020.

Esenzione da PCC da prestiti

Esenzione dei crediti dall’imposta PCC, ma solo se “il mutuatario è un imprenditore la cui liquidità si è gravemente deteriorata a causa delle conseguenze economiche negative di COVID-19”.

Sospensione dell’imposta sulle vendite al dettaglio

Continuazione della sospensione della legge sull’imposta sulle vendite al dettaglio. Il contribuente non dovrà pagare le tasse per i periodi di liquidazione luglio-dicembre 2020.

Rinvio del termine per il pagamento dell’imposta sul reddito degli immobili fino al 20 luglio 2020.

Valido per il periodo marzo-maggio 2020 e si applica dove:
• il contribuente ha subito conseguenze economiche negative in un dato mese a causa di COVID-19;
• il reddito conseguito dal contribuente in un determinato mese è inferiore almeno del 50% rispetto al mese corrispondente dell’anno fiscale precedente e, nel caso di un contribuente che ha iniziato l’attività nel 2019 – in relazione ai redditi medi conseguiti nell’anno in oggetto.

In caso di domande, non esitate a contattarci:

Michał Wielhorski
Diritto immobiliare
Avvocato/ Socio fondatore
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+48 605 911 303

Małgorzata Wąsowska
Diritto tributario
Consulente tributario / Partner
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+48 691 477 047

Protezione dei dati e #coronavirus

La situazione attuale relativa allo stato dell’epidemia COVID-19 colpisce quasi tutti i settori della vita, e quindi anche la legislazione vigente. Recentemente è apparso un progetto di legge sul cosiddetto Scudo anticrisi, che contiene proposte di modifica di molti atti per aiutare gli imprenditori. In relazione a questa situazione, anche il Presidente di UODO ha emesso un comunicato il 12 marzo, in cui ha sottolineato che la normativa sulla protezione dei dati personali non deve essere messa in atto come ostacolo all’attuazione delle attività legate alla lotta contro i coronavirus. Cosa significa questa comunicazione nella pratica? A proposito di questo e di alcuni degli argomenti più frequentemente discussi nel campo della protezione dei dati personali qui di seguito.

RODO è ancora valida

Naturalmente la protezione dei dati non dovrebbe essere in alcun modo un ostacolo, ma va notato che, nonostante la difficile e straordinaria situazione attuale, tutte le disposizioni in materia di protezione dei dati, compresi gli obblighi derivanti da RODO (nonché le sanzioni amministrative pecuniarie), rimangono valide. La comunicazione del Presidente di UODO è solo una direttiva generale e non pregiudica in alcun modo la validità delle disposizioni.

Di conseguenza, non esistono ancora linee guida specifiche che facilitino il trattamento legale dei dati personali da parte degli imprenditori in relazione all’attuale situazione epidemica.

Misurare la temperatura o no?

Da tempo osserviamo che ci sono dubbi sulla possibilità di misurare la temperatura corporea dei dipendenti o di altre persone e, in caso affermativo, su quale base.

In primo luogo, va osservato che i dati relativi alla temperatura corporea sono dati sanitari che, in quanto categorie particolari di dati, non possono essere trattati ai sensi dell’articolo 9 comma1 di RODO. I dati sanitari possono essere trattati solo sulla base di uno dei motivi elencati nel catalogo che elenca l’articolo 9 comma 2 di RODO.

Per abbreviare le considerazioni teoriche al riguardo, segnaliamo che, a nostro avviso, il trattamento dei dati personali mediante misurazioni della temperatura è possibile sia per i dipendenti che per le altre persone alle condizioni indicate di seguito.

Misurazione della temperatura dei dipendenti

Se la temperatura dei lavoratori viene misurata, a nostro avviso, la base appropriata sarebbe l’articolo 9 comma 2 lettera b di RODO, vale a dire che il trattamento è necessario per l’adempimento degli obblighi e dei diritti specifici del responsabile del trattamento o dell’interessato nel campo del diritto del lavoro, della sicurezza sociale e della protezione sociale, nella misura in cui ciò è consentito dal diritto dell’unione o dal diritto dello stato membro, o da un contratto collettivo ai sensi del diritto dello stato membro che prevede adeguate garanzie per i diritti e gli interessi fondamentali dell’interessato. Poiché la suddetta disposizione non costituisce un presupposto autonomo per il trattamento dei dati personali, si dovrebbe anche invocare un corrispondente obbligo del datore di lavoro in materia di diritto del lavoro. A questo proposito, vediamo un tale obbligo nell’articolo 207 del Codice del lavoro.

Si segnala inoltre che il progetto di legge del Senato che modifica la legge sulle soluzioni speciali relative alla prevenzione, al combattere e al contrasto della COVID-19, delle altre malattie infettive e delle situazioni di crisi da esse causate e alcuni altri atti del 13 marzo 2020 prevede l’aggiunta dell’articolo 3 a, secondo il quale:

Articolo 3 a. Per evitare il COVID-19, il datore di lavoro ha il diritto di:
1) chiedere al dipendente informazioni sul fatto che sia stato recentemente a rischio di infezione da COVID-19;
2) chiedere al dipendente che ha un ragionevole sospetto di essere infetto da COVID-19 o che ha soggiornato recentemente in un luogo a rischio di infezione da COVID-19 di sottoporsi alla necessaria visita medica; la visita medica è un servizio sanitario ai sensi dell’articolo 9;
3) monitorare la salute del dipendente prima del suo rientro al lavoro, in particolare misurando la sua temperatura corporea;
4) introdurre ulteriori requisiti di salute o sicurezza e igiene sul posto di lavoro;
5) distaccare il dipendente nell’area a rischio COVID-19 solo nei casi necessari e con il consenso del dipendente, ai sensi dell’articolo 3a

La modifica di cui sopra deve essere valutata positivamente, in quanto i dubbi attuali saranno eliminati.

Misurazione della temperatura a persone diverse dai dipendenti

A nostro avviso, è possibile misurare la temperatura a persone diverse dai dipendenti dell’impresa interessata sulla base del consenso esplicito e volontario di tale persona ai sensi dell’articolo 9 comma 2 lettera a di RODO. Vale la pena notare che il consenso non deve essere scritto, ma esplicito.

Per quanto riguarda la misurazione della temperatura, notiamo anche la crescente popolarità delle termocamere, che non possono essere utilizzate per il trattamento dei dati personali.

Indipendentemente dal processo di elaborazione, non dobbiamo dimenticare di adempiere agli obblighi di RODO nell’elaborazione dei dati personali, in particolare l’obbligo di informazione.

Se avete domande, non esitate a contattarci.

Marek Wojnar
+48 601 379 610
marek.wojnar@actlegal-bsww.com

Piotr Wojnar
+48 602 660 610
piotr.wojnar@actlegal-bsww.com

Anna Sawaryn
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Aleksandra Sztajer
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Chiusura dei centri commerciali in Polonia?

In data odierna, sul sito web del Parlamento è stato pubblicato il progetto di auto emendamento alla legge COVID.
Il testo completo è disponibile qui.

Secondo questo progetto l’Art. 15ze. della legge che finora prevedeva una riduzione del 90% dell’affitto per gli enti la cui attività in strutture di grandi dimensioni è stata limitata, sarà sostituita da un nuovo regolamento. Esso prevede che durante il periodo del divieto operativo in strutture commerciali con una superficie di vendita superiore a 2000 m2 in conformità alla normativa vigente, scadono gli obblighi reciproci delle parti del contratto di locazione, affitto o altro contratto simile con il quale lo spazio commerciale (contratto) viene messo a disposizione per l’uso. La disposizione prevede inoltre il diritto per il locatario di presentare un’offerta di proroga del contratto per sei mesi – qualora tale offerta non venga presentata, i contratti “saranno considerati non scaduti temporaneamente“. (scrittura originale dalla giustificazione del regolamento).

Secondo la giustificazione del regolamento in questione, “la gestione dell’attività corrente nelle strutture di grandi dimensioni è vietata o è diventata meno redditizia a causa della riduzione del numero di clienti che frequentano i centri commerciali”. Pertanto, i contratti di locazione dovrebbero essere temporaneamente interrotti in modo che i locatari e i locatori non siano obbligati a reciproci rapporti, che generino costi per entrambe le parti in questo periodo“.

Sia la formulazione della suddetta disposizione che la giustificazione del regolamento indicano che l’obiettivo del legislatore è quello di “sospendere temporaneamente” tutti i contratti di locazione in tutte le strutture di grandi dimensioni in Polonia.

Alla luce del regolamento previsto, non è chiaro se le parti che desiderano continuare la loro attività nei centri commerciali (che di norma adesso desiderano continuare) potranno concludere accordi che mantengono gli attuali contratti di locazione in vigore nonostante la loro “sospensione temporanea” prevista dalla legge.

A causa delle conseguenze della mancata presentazione dell’offerta (l’offerta dovrebbe essere presentata non ora, ma entro tre mesi dalla data di revoca del divieto), sarà molto difficile determinare se i contratti di locazione sono attualmente in vigore ( e di conseguenza la realizzazione, p.es. della fatturazione).

In caso di domande, Vi preghiamo di contattarci:

Marek Wojnar
+48 601 379 610
marek.wojnar@actlegal-bsww.com

Marta Kosiedowska
+48 605 107 997
marta.kosiedowska@actlegal-bsww.com

Cambiamenti nei procedimenti giudiziari in relazione a COVID-19

In considerazione alla situazione verificatasi dalla pandemia del cosiddetto coronavirus (COVID-19), il Ministero della Giustizia ha preparato un pacchetto di regolamenti straordinari riguardanti, in particolare, i procedimenti giudiziari.

Le disposizioni elaborate dal Ministero della Giustizia sono incluse nel progetto di legge che modifica la legge sul regime speciale per la prevenzione, la prevenzione e la lotta contro COVID-19, le altre malattie infettive e le situazioni di crisi da esse causate (di seguito il “Progetto di Legge“). Attualmente è in corso una consultazione interministeriale nell’ambito del disegno di legge.

I cambiamenti pianificati più rilevanti:

1. Casi urgenti

1.1. Il Ministero della Giustizia prevede di creare un catalogo di casi urgenti. L’obiettivo è quello di permettere ai tribunale di giustiziare in determinate categorie i casi urgenti che richiedono una giurisdizione assoluta, anche nei casi in cui il tribunale competente per località ha completamente sospeso qualsiasi azione a causa di COVID-19 – anche nel caso di necessita di sottoporre in quarantena i giudici, gli assessori giudiziari o i dipendenti del tribunale.
Il Progetto di Legge prevede l’aggiunta all’attuale legge di un regolamento, secondo il quale i casi urgenti sono, in particolare:
– domande di arresto cautelare
– in cui si applica la detenzione
– in cui è stata rilasciata una misura di protezione
– in materia del mandato d’arresto europeo
– ordinazione di un’interruzione dell’esecuzione della sanzione nel sistema di sorveglianza elettronica
– applicazione di una misura di detenzione sotto forma di collocamento di uno straniero in un centro sorvegliato o in un di arresto per stranieri
– in caso di esecuzione di una pena detentiva o di un’altra pena o misura coercitiva che comporti la pena detentiva, se la decisione del tribunale riguarda la liberazione della persona in detenzione dal carcere o dalla custodia cautelare o è necessaria per l’esecuzione di tale pena o misura coercitiva in tale custodia cautelare o carcere
– revoca dell’autorità genitoriale o rimanente in custodia
– di cui alla legge sulla tutela della salute mentale
– relativa al collocamento o all’estensione di un minorenne in un rifugio per minorenni
– relativa al collocamento di un minorenne straniero in un istituto di cura ed educativo
– richieste di concessione di sicurezza
– interrogatorio dal tribunale della persona per la sicurezza delle prove o per la quale risulta un dubbio di non poter essere ascoltata al processo
– amministrativa, quando la legge fissa un termine per il loro esame da parte del tribunale e i casi di richieste di sospensione dell’esecuzione dell’atto o delle azioni

1.2. L’introduzione di un dato caso nel catalogo dei casi “urgenti” avrebbe le seguenti conseguenze:
– in caso di cessazione totale delle attività da parte del tribunale comune o militare a causa di COVID-19, il presidente della corte d’appello potrà indicare un altro tribunale equivalente, situato nella stessa area di appello, come competente a trattare i casi urgenti che rientrano nella giurisdizione del tribunale che ha cessato le attività;
– in caso di cessazione totale delle attività da parte di tutti i tribunali comuni o militari nell’area di appello COVID-19, il Primo Presidente della Corte Suprema potrà, su richiesta del presidente della corte d’appello in cui area i tribunali hanno cessato attività, indicare un altro tribunale equivalente, situato possibilmente in un’area di appello vicina, come competente a trattare i casi urgenti che rientrano nella giurisdizione del tribunale che ha cessato le attività;
– in caso di cessazione completa delle attività da parte del tribunale amministrativo voivodale a causa della COVID-19, il Presidente del Tribunale Amministrativo Supremo potrà indicare un altro tribunale amministrativo voivodale competente a trattare i casi urgenti che rientrano nella giurisdizione del tribunale che ha cessato le attività.

1.3. Il tribunale indicato come tribunale competente rimarrebbe, a seguito dell’indicazione a trattare i casi urgenti secondo il punto 1.2 come tribunale competente a concludere il procedimento nella data istanza.

2. Decorrenza dei termini

2.1. Il Progetto di Legge prevede che durante il periodo di stato di rischio epidemico o di stato di epidemia dichiarato a causa di COVID-19, la decorrenza dei termini per i procedimenti giudiziari, tra cui:
– procedimenti giudiziari amministrativi;
– procedimenti esecutivi;
– penali, penali e fiscali, reati di infrazione;
– amministrativi, esecutivi in amministrazione;
– nonché i termini per altri procedimenti svolti ai sensi della legge
non si avvia e quello in corso viene sospeso per tale periodo, ossia il periodo dello stato di rischio epidemico o dello stato di epidemia dichiarata a causa della COVID-19.

2.1.1. La regola di cui sopra vale inoltre per la decorrenza del termine:
– per la gestione silenziosa della questione;
– in un altro caso in cui la mancanza di un’obiezione, di una decisione, di un ordine o di un’altra transazione da parte dell’autorità autorizza la parte o il partecipante ad agire, ad intraprendere un’azione o a influisce sui diritti e gli obblighi di una parte del procedimento o di un partecipante al procedimento;
– per esprimere una posizione o per dare un’interpretazione individuale da parte dell’autorità.

Si prega di notare che prima della scadenza del termine di cui al punto 2.1.1 – l’autorità o il soggetto potrà emettere, d’ufficio, una decisione che comprendi pienamente la richiesta di una parte o di un partecipante del procedimento, un certificato di assenza di motivi di opposizione, esprima una posizione o emetta un’interpretazione individuale.

L’autorità, il tribunale o l’ente competente potrà convocare la persona obbligata a compiere l’azione entro un determinato termine, se la mancata esecuzione delle azioni potrebbe comportare:
– un pericolo per la vita o la salute umana o animale;
– gravi danni per l’interesse pubblico;
– danni materiali irreparabili.

In tal caso, la persona obbligata dovrebbe adempiere all’obbligo entro un determinato termine.

Le azioni nei procedimenti sopra indicati, svolte durante il periodo di rischio epidemico o di stato di epidemia annunciato a causa di COVID-19 – sono efficaci.

Il Progetto di Legge prevede che durante il periodo di rischio epidemico o di epidemia dichiarata a causa di COVID-19:
– non si applicano le disposizioni sulla carenza delle autorità e sull’obbligo dell’autorità e dell’ente di comunicare ad una parte o ad un partecipante del procedimento il mancato trattamento del caso entro il termine;
– non vengono imposte sanzioni alle autorità o agli enti per la mancata risoluzione entro i termini di legge.

Inoltre, il Progetto di Legge prevede che la cessazione delle attività da parte del tribunale o dell’autorità durante il periodo di rischio epidemico o di epidemia o annunciato a causa di COVID-19 non può costituire la base di misure legali riguardanti l’inattività, l’eccessività o la violazione del diritto di una parte per l’esame del procedimento senza ritardi ingiustificati.

2.2. Il Progetto di Legge prevede inoltre che i termini previsti dal diritto civile e amministrativo non saranno avviati ma saranno sospesi. Sono i termini seguenti:
– la cui soddisfazione è una condizione la concessione della tutela legale davanti a un tribunale o a un’autorità e i termini entro i quali una parte deve compiere azioni che formano i diritti e i doveri della sua o dell’altra parte del rapporto giuridico;
– occupazione, prescrizione, omissione;
– perentorio, dove l’inosservanza della legge comporta conseguenze negative per la parte;
– termini per gli enti o le unità organizzative soggette all’iscrizione nel registro degli imprenditori o nel registro delle associazioni, di altre organizzazioni sociali e professionali, fondazioni e istituzioni sanitarie pubbliche indipendenti dal Registro Nazionale Giudiziario o di un altro registro tenuto da un’autorità di amministrazione pubblica per lo svolgimento di attività che comportino l’obbligo di presentare al registro competente, nonché termini per l’adempimento da parte di tali enti degli obblighi previsti dalla normativa sul loro ordinamento.

Come nel caso dei termini indicati al punto 2.1 – l’autorità, il tribunale o l’ente competente potrà convocare la persona obbligata a compiere l’azione entro un determinato termine, se la mancata esecuzione dell’azione potrebbe comportare
– pericolo per la vita o la salute umana o animale;
– gravi danni all’interesse pubblico;
– danni materiali irreparabili;
In tal caso, la persona obbligata dovrebbe adempiere all’obbligo entro un determinato termine.

Va tenuto presente che le azioni compiute per esercitare il diritto o l’obbligo durante il periodo di interruzione dell’avvio o di sospensione dei termini indicati nel presente punto – sono efficaci.

3. Presentazione di lettere processuali

Il Ministero della Giustizia prevede di aggiungere al Progetto di Legge in vigore una disposizione secondo la quale, durante uno stato di emergenza o di epidemia o in caso di cessazione dell’attività di un operatore postale che fornisce i servizi comuni, si può presentare una lettera di ricorso al tribunale utilizzando la piattaforma e-PUAP, tuttavia tale lettera deve essere accompagnata da una firma elettronica qualificata.

Inoltre, è possibile presentare al tribunale tramite posta elettronica una lettera con firma elettronica qualificata o la riproduzione digitale di una lettera firmata a mano.

Se la lettera è stata inviata da un indirizzo e-mail precedentemente indicato del mittente o se non vi sono dubbi sulla persona del mittente, la lettera si considera munita di una firma equivalente a quella manoscritta.

Alla lettera presentata in uno dei metodi di cui sopra non deve essere accompagnata da allegati cartacei, ma solo da copie digitali di tutti gli allegati.

Si riserva che le modifiche di legge sopra descritte sono costantemente trattate e pertanto le disposizioni finali possono entrare in vigore con un contenuto modificato.

In caso di domande, non esitate a contattarci:

Jacek Bieniak
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Piotr Smołuch
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Aiuto pubblico alla ristrutturazione

I lavori legislativi per aiutare gli imprenditori in relazione al coronavirus stanno velocizzando. Uno degli atti giuridici proposti è la legge sulla concessione di aiuti pubblici per il salvataggio o la ristrutturazione di imprese, il cui progetto è stato reso disponibile il 20 marzo 2020. Il documento è stato presentato per parere al Consiglio di Dialogo Sociale e la sua forma definitiva può ancora essere modificata.

Le soluzioni elaborate prevedono la possibilità di concedere aiuti pubblici agli imprenditori per: a) salvataggio, b) sostegno temporaneo alla ristrutturazione, c) ristrutturazione. La principale forma presunta di concessione di aiuti è un prestito, che può essere utilizzato in ciascuno dei suddetti tipi di aiuti, coperto da un’adeguata garanzia – il progetto prevede una forma di garanzia, in particolare un’ipoteca, un pegno civile o di registro, una cessione del credito, una dichiarazione sulla sottomissione all’esecuzione e una cambiale in bianco. Altre forme di sostegno – disponibili nel caso di aiuti alla ristrutturazione – comprendono l’acquisizione di quote di partecipazione o azioni, l’assunzione di obbligazioni, la rateizzazione o l’annullamento di una sanzione amministrativa pecuniaria.

I fondi stanziati proposti nel progetto dal bilancio statale per la concessione di aiuti ammontano a 100 milioni di PLN all’anno, di cui non più del 69% (69 milioni di PLN) è destinato ad aiuti sotto forma di prestiti, mentre i successivi 29% (29 milioni) sono destinati ad aiuti sotto forma di quote di partecipazione, azioni o obbligazioni e il 2% (2 milioni) è destinato al finanziamento dei costi di concessione degli aiuti.

CONDIZIONI DI CONCESSIONE DI AIUTI

– Condizioni relative all’obiettivo dell’aiuto

La condizione per la concessione di un aiuto consiste nello stabilire che l’aiuto concesso impedisce e porta alla riduzione delle difficoltà sociali o al superamento delle imperfezioni del mercato (che è stato definito in dettaglio nella legge), laddove senza l’aiuto l’obiettivo non sarebbe stato raggiunto o sarebbe stato raggiunto in misura minore. Sono state previste ulteriori condizioni per gli imprenditori che hanno acquistato beni da un altro imprenditore che ha ricevuto aiuti prima della loro cessione, nonché per gli imprenditori appartenenti a gruppi di capitale. Il progetto prevede inoltre condizioni aggiuntive, premesse dettagliate da soddisfare a seconda dello scopo dell’aiuto, ossia se l’aiuto è concesso per a) il salvataggio, b) il sostegno temporaneo alla ristrutturazione, c) la ristrutturazione.

– Condizioni relative all’imprenditore

L’aiuto sarà indirizzato ad un catalogo limitato di imprenditori. La condizione per la concessione dell’aiuto sarà quella di stabilire che l’imprenditore si trovi in uno stato di insolvenza ai sensi della Legge Fallimentare o in uno stato di rischio di insolvenza ai sensi della Legge sulla Ristrutturazione, tuttavia in quest’ultimo caso sarà necessario soddisfare ulteriori condizioni relative alla dimostrazione delle perdite subite e/o del rapporto debito/capitale proprio.

L’aiuto non sarà disponibile, in particolare, per gli imprenditori che:
1) hanno iniziato la loro attività nel periodo inferiore a 3 anni prima della presentazione della domanda di aiuto,
2) svolgono attività economica nei settori del ferro e dell’acciaio, dell’estrazione del carbone o della finanza,
3) operano in un mercato in cui vi è o può esservi una sovrapproduzione strutturale a lungo termine.
4) hanno già beneficiato dell’aiuto nei 10 anni precedenti, con il progetto che prevede eccezioni che consentono loro di beneficiare dell’aiuto prima della fine di tale periodo. Le eccezioni sono strutturate in modo tale che sia possibile ottenere un aiuto per ciascuna delle forme previste dal progetto, a condizione che l’aiuto sia concesso nell’ambito della stessa procedura di aiuto – ad esempio, si possono ottenere aiuti per il salvataggio, poi aiuti temporanei per la ristrutturazione e poi aiuti per la ristrutturazione.

Le restrizioni sopra descritte non si applicheranno ad un imprenditore che fornisce servizi di interesse economico generale nel caso in cui l’aiuto sia necessario per mantenere la continuità di tali servizi, ma per un periodo non superiore a quello necessario fino al trasferimento dell’obbligo di fornire tali servizi ad un’altra impresa.

COME BENEFICIARE DELL’AIUTO?

Secondo il progetto, l’aiuto sarà concesso su richiesta dell’imprenditore, generalmente dal ministro responsabile dell’economia, mentre il progetto prevede che il ministro possa affidare la concessione dell’aiuto all’Agenzia per lo Sviluppo Industriale.

La domanda richiederà informazioni e documenti simili a quelli richiesti nel caso di una domanda di apertura della procedura di ristrutturazione, mentre in alcuni aspetti selezionati le informazioni richieste dovranno essere più ampie (e quindi i requisiti formali della domanda saranno piuttosto elevati). La domanda di aiuto al salvataggio sarà la più semplice, seguita da un sostegno temporaneo alla ristrutturazione, e la maggior parte delle informazioni saranno richieste nella domanda di aiuto alla ristrutturazione.

Le decisioni relative alla concessione dell’aiuto saranno emesse in via amministrativa, sotto forma di decisioni, che saranno soggette a ricorso. La domanda stessa deve essere esaminata entro 30 giorni dalla sua presentazione, ma in casi particolarmente complessi il termine può essere prorogato, ma comunque non oltre i 60 giorni.

***

L’idea dei cambiamenti previsti dovrebbe essere valutata positivamente, in quanto possono contribuire ad ottenere aiuti di stato dagli imprenditori in un momento così difficile come quello dell’epidemia. D’altro lato, un periodo di tempo relativamente lungo per l’esame della domanda e la mancanza di conseguenze pratiche in caso di mancato esame della domanda di aiuto entro i termini possono sollevare alcuni dubbi.

Per qualsiasi domanda, si prega di contattare:

Barbara Szczepkowska
barbara.szczepkowska@actlegal-bsww.com
+48 602 260 127, +48 22 420 59 59

Marek Miszkiel
marek.miszkiel@actlegal-bsww.com
+48 603 553 566, +48 22 420 59 59

Assunzione delle delibere degli organi di società di capitali e restrizioni derivanti dallo stato di epidemia in vigore

La chiusura delle frontiere, la cancellazione dei voli e le notevoli restrizioni nell’organizzazione delle riunioni e degli spostamenti dovute allo stato attuale di epidemia possono in modo significativo rendere difficile l’attuale funzionamento delle società e, in particolare, l’assunzione di delibere da parte dei soci, dei consigli di amministrazione e dei consigli di sorveglianza.

La mancata possibilità di assumere delibere da parte dell’assemblea dei soci o del consiglio di amministrazione può influire negativamente sul funzionamento della società o addirittura causare la paralisi della sua attività economica.

Al fine di soddisfare le esigenze dei soci e dei membri degli organi societari, suggeriamo quali soluzioni permetteranno di ridurre al minimo le difficoltà derivanti dallo stato di epidemia, e riassumiamo le proposte di modifica del Codice delle società commerciali all’interno del cosiddetto scudo anticrisi.

Consiglio di Sorveglianza

Il funzionamento dei consigli di sorveglianza può essere facilitato tramite l’applicazione dei seguenti meccanismi:
– assunzione delle delibere per iscritto (diffusione);
– votazione sulla delibera tramite mezzi di comunicazione elettronica;
– votazione da parte del membro del consiglio di sorveglianza per iscritto tramite un altro membro del consiglio di sorveglianza.

Le azioni di cui sopra sono consentite solo se lo statuto o l’atto costitutivo prevedono tale possibilità.

Tuttavia, attualmente sono in corso lavori sulle nuove normative in questo settore nell’ambito del cosiddetto “scudo anticrisi”. Il progetto di legge emanato per modificare la legge sulle soluzioni speciali relative alla precauzione, alla prevenzione e alla lotta contro la COVID-19, altre malattie infettive e situazioni di crisi da esse causate e alcuni altri atti (“Progetto di Legge“) prevede la possibilità di assumere delibere nelle modalità sopra indicate senza necessità di specificare la base di tale azione nello statuto o nell’atto costitutivo (a meno che lo statuto o l’atto costitutivo non escludano espressamente tale possibilità).

In forma scritta (diffusione) e tramite mezzi di comunicazione elettronica non può essere assunta alcuna delibera riguardante: materie poste all’ordine del giorno della riunione del consiglio di sorveglianza, elezione del presidente e del vicepresidente del consiglio di sorveglianza, nomina del membro del consiglio di amministrazione, revoca e sospensione di tali persone. Nell’ambito del cosiddetto scudo anticrisi, il legislatore prevede di consentire l’assunzione di delibere su tali questioni nelle modalità sopra indicate.

Consiglio di Amministrazione

Attualmente non esistono disposizioni che in modo diretto consentano di assumere delibere del consiglio di amministrazione in forma scritta (per diffusione) o con mezzi di comunicazione elettronica (ad es. videoconferenza). L’ammissibilità dell’utilizzo di tali modalità da parte del consiglio di amministrazione è controversa. Pertanto, si raccomanda di regolamentare completamente le modalità di svolgimento delle riunioni del consiglio di amministrazione nel contratto della società (statuto).

Tuttavia, nell’ambito del Progetto di Legge relativo al cosiddetto scudo anticrisi, il legislatore sta pianificando di:
– consentire la partecipazione alle riunioni del consiglio di amministrazione mediante mezzi di comunicazione diretta a distanza (a meno che il contratto o lo statuto della società non escludano espressamente tale possibilità);
– consentire, ai sensi della legge, l’assunzione di delibere del consiglio di amministrazione per iscritto (per diffusione) o tramite mezzi di comunicazione elettronica (a meno che il contratto o lo statuto della società non escludano espressamente tale possibilità);
– introdurre, ai sensi di legge, la possibilità di voto per iscritto da parte di un membro del consiglio di amministrazione attraverso un altro membro del consiglio di amministrazione (a meno che il contratto o lo statuto della società non escludano espressamente tale possibilità).

Comunque, finora, non sono state adottate modifiche al riguardo.

Assemblee dei soci e assemblee generali degli azionisti

Le assemblee dei soci (in una società a responsabilità limitata) e le assemblee generali degli azionisti (in una società per azioni) possono essere tenute esclusivamente sul territorio della Repubblica di Polonia. Esse dovrebbero essere tenute nella citta di sede della società o in un altro luogo indicato nello statuto o determinato da tutti i soci.

Nel caso in cui i soci non possano incontrarsi di persona all’assemblea, possono utilizzare le seguenti soluzioni:

1) Costituzione del procuratore per votare all’assemblea
Il socio o l’azionista può nominare un procuratore che parteciperà all’assemblea in nome e per conto suo ed eserciterà il diritto di voto all’assemblea (a meno che la legge o lo statuto societario non contengano limitazioni in tal senso).
La procura per la votazione dovrebbe essere concessa in forma scritta a pena di nullità.
I membri del consiglio di Amministrazione della data società e i suoi dipendenti non possono essere procuratori all’assemblea dei soci.

2) Votazione per iscritto (nella società a responsabilità limitata)
Nella società a responsabilità limitata vi è la possibilità di assumere delibere dei soci in forma scritta, ossia attraverso:
– assunzione della delibera per iscritto (tramite il consenso dei soci in forma scritta per la data delibera); oppure
– consenso di tutti i soci per una votazione scritta e in seguito una votazione scritta sulla delibera.

La votazione scritta può avvenire indipendentemente dal luogo in cui si trovano i soci.

Tuttavia, la modalità di adozione delle delibere per diffusione non può essere applicata a tutte le delibere – ad esempio, le delibere che richiedono il segreto del voto (ad esempio, delibere sulla revoca dei membri del consiglio di amministrazione o delibere su altre questioni personali).

3) Partecipazione all’assemblea attraverso mezzi di comunicazione elettronica

Vi è la possibilità che i soci partecipino all’assemblea attraverso mezzi di comunicazione elettronica (videoconferenza, teleconferenza, ecc.). Al momento ciò è possibile solo se il contratto o lo statuto della società prevedono la possibilità di svolgere un’assemblea in questo modo.

La partecipazione dei soci all’assemblea senza necessità di essere fisicamente presenti all’assemblea, e solo mediante mezzi di comunicazione elettronica, è consentita se la trasmissione dell’assemblea avviene in tempo reale, e i soci che si trovano al di fuori del luogo dell’assemblea hanno la possibilità di comunicare e di esprimersi durante l’assemblea in tempo reale.

Tuttavia, tale modalità non equivale alla tenuta dell’assemblea in modo completamente virtuale.
Questo significa in particolare che:
– l’assemblea dovrebbe svolgersi in un luogo determinato in Polonia, designato in conformità alle disposizioni del Codice delle Società Commerciali e dello statuto societario;
– presso il luogo dell’assemblea deve presentarsi il presidente e il segretario (o il notaio – nel caso di verbale redatto sotto forma di atto notarile), e solo i soci possono comunicare per via elettronica;
– deve essere redatto un verbale scritto sulla riunione.

I soci possono partecipare e votare in assemblea con mezzi di comunicazione elettronica anche mediante un procuratore, nel secondi i principi sopra indicati.

4) Utilizzo del sistema telematico

L’assunzione delle delibere dei soci mediante un modello di delibera reso disponibile nel sistema telematico è possibile solo nel caso delle società a responsabilità limitata, che sono state costituite secondo il modello di contratto nel sistema telematico.

L’assunzione di tale delibera non richiede la formale convocazione dell’assemblea dei soci e l’unica condizione per la sua assunzione è l’esercizio del diritto di voto da parte di tutti i soci mediante la presentazione di una dichiarazione nel sistema telematico.

La presentazione delle dichiarazioni nell’ambito della votazione sulla delibera in tale modalità richiede la sottoscrizione con firma elettronica, firma elettronica qualificata o firma segreta.

Assemblea Ordinaria dei Soci / Assemblea Generale degli Azionisti

Il Progetto di Legge prevede inoltre soluzioni volte ad evitare problemi legati al tempestivo svolgimento dell’assemblea ordinaria dei soci (nella società a responsabilità limitata) e dell’assemblea generale degli azionisti (nella società per azioni), il cui oggetto è, in particolare, l’approvazione del bilancio della società per l’esercizio precedente.

Secondo il codice delle società commerciali, sia l’assemblea ordinaria dei soci che l’assemblea generale ordinaria dovrebbero svolgersi entro sei mesi dalla fine di ogni esercizio. Nell’ambito del Progetto di Legge, il legislatore prevede di rilasciare un’autorizzazione per l’emissione di un’ordinanza da parte del ministro delle finanze pubbliche, in base alla quale il ministro, in caso di annuncio di uno stato di rischio epidemico o di uno stato di epidemia, può stabilire, in particolare, altre date per l’approvazione dei bilanci, tenendo conto della necessità di garantire il corretto adempimento di tali obblighi (è necessario notare che il 20 marzo 2020 è stata emanata l’ordinanza del ministro della sanità sull’annuncio dello stato di epidemia sul territorio della Repubblica di Polonia). La suddetta autorizzazione avrebbe tuttavia carattere facoltativo. Nel caso in cui il regolamento preveda un nuovo termine per l’adempimento degli obblighi di approvazione del bilancio, che sia superiore a 6 mesi dalla chiusura dell’esercizio, l’assemblea ordinaria dei soci e l’assemblea generale degli azionisti dovrebbero tenersi entro la data indicata nell’ordinanza.

Politica dei compensi

Il Progetto di Legge prevede inoltre modifiche alla legge del 16 ottobre 2019 che modifica la legge sull’offerta pubblica e sulle condizioni per l’introduzione di strumenti finanziari nel sistema di commercio organizzato e sulle società pubbliche e alcuni altri atti. Le modifiche previste prevedono che l’assemblea generale della società (ossia una società con sede legale nel territorio della Repubblica di Polonia, con almeno un’azione ammessa nel mercato regolamentato) adotti una delibera sulla politica dei compensi dei membri del consiglio di amministrazione e di sorveglianza della società fino al 31 agosto 2020.

Molte delle soluzioni presentate sopra possono semplificare e accelerare in modo significativo il funzionamento degli organi societari e la loro operatività quotidiana, non solo durante il periodo di epidemia e delle restrizioni che ne derivano.

Alcune delle soluzioni di cui sopra possono essere applicate solo se le disposizioni statutarie lo consentono. Pertanto, è opportuno prevedere fin d’ora apposite disposizioni statutarie in merito o concessione di apposite procure.

Il nostro team di diritto societario rimane a Vostra disposizione. Vi invitiamo a contattarci.

Marek Wojnar
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Scudo per gli imprenditori. Proposte di modifica della legge speciale COVID-19 e il diritto del lavoro e sostegno ai datori di lavoro per il pagamento dei compensi

In relazione ai lavori in corso sull’emendamento della cosiddetta legge speciale COVID-19, presentiamo alcune informazioni selezionate riguardanti i cambiamenti proposti dal governo in materia di occupazione dei dipendenti e di sostegno ai datori di lavoro nell’organizzazione del lavoro e nel pagamento dei compensi al fine di proteggere i posti di lavoro.

Sovvenzioni dei compensi

Finanziate dal Fondo delle Prestazioni Garantite ai Dipendenti

Il pagamento di prestazioni per sovvenzionare i compensi dei dipendenti (persone impiegate sulla base di contratti di lavoro, contratti di mandato e altri contratti di diritto civile dai quali vengono pagati i contributi previdenziali) coperti dall’inattività economica o dalla riduzione dell’orario di lavoro nonché per pagare i contributi previdenziali dei dipendenti dovuti dal datore di lavoro, per un periodo complessivo di 3 mesi dopo la data di sottoscrizione del contratto di concessione della prestazione.

La sovvenzione nell’importo:
– non superiore al 50% della retribuzione minima per il lavoro (1300 PLN) – nel caso di dipendenti coperti da tempi di inattività economica;
– metà del compenso, ma non superiore al 40% dello stipendio medio mensile del trimestre precedente (2079,43 PLN) – nel caso di dipendenti coperti da orario di lavoro ridotto (del 20%, ma non più di metà ore del tempo pieno).
Il finanziamento sarebbe disponibile durante il periodo di inattività economica o di riduzione dell’orario di lavoro introdotto dal datore di lavoro a causa del verificarsi di una diminuzione del fatturato economico in relazione al COVID 19, inteso come diminuzione delle vendite di beni o servizi, in termini di quantità o di valore:
– non meno del 15%, calcolato come rapporto tra il fatturato totale in 2 mesi consecutivi nel periodo da gennaio 2020 e il fatturato totale dei analoghi 2 mesi dell’anno precedente, oppure
– non meno del 25% del fatturato mensile nel periodo da gennaio 2020 rispetto al mese precedente.

Finanziamento da parte dei presidenti del comune (ufficio comunale del lavoro)

Sovvenzione di una parte dei costi dei compensi dei dipendenti e dei contributi previdenziali dovuti per le micro, piccole e medie imprese che impiegano dipendenti, in caso di diminuzione del fatturato economico a seguito del verificarsi della COVID-19 entro 2 mesi consecutivi dopo il 1° gennaio 2020, rispetto al fatturato totale entro 2 mesi di calendario consecutivi dell’anno precedente, concesso per un periodo non superiore a 6 mesi per le micro e piccole imprese e a 3 mesi per le medie imprese.

Tale sovvenzione è destinata a coprire, a seconda della diminuzione del fatturato:

(i) diminuzione del fatturato di almeno 30% – moltiplicato del numero di dipendenti e del 50% del compenso minimo,

(ii) calo del fatturato di almeno 50 % – moltiplicato del numero di dipendenti e del 70 % del compenso minimo,

(iii) calo del fatturato di almeno 80 % – moltiplicato del numero di dipendenti e del 90 % del compenso minimo.

La concessione delle singole prestazioni di cui sopra sarà inoltre soggetta ad una serie di criteri aggiuntivi, che a causa dell’ampiezza dell’argomento non possono essere discussi nella presente allerta.

Esami periodici di qualificazione per l’ammissione al lavoro

Si propone di sospendere l’obbligo di effettuare esami periodici e post-lavoro con alcune sostanze pericolose e di vietare il lavoro senza un certificato medico valido. Tali esami dovranno essere effettuati entro un periodo non superiore a 60 giorni dalla data di cancellazione dello stato di rischio epidemico o dello stato di epidemica.

Resta comunque valido l’obbligo di effettuare controlli ed esami preliminari, ma in caso non sia disponibile un medico con autorizzazione temporanea, il controllo potrà essere effettuato e potrà rilasciare il certificato un altro medico.

Assegno di assistenza supplementare

Ai dipendenti che si occupano dei bambini fino a 8 anni di età vengono offerti altri 14 giorni di indennità di assistenza (non sono inclusi i giorni sfruttati in base alle disposizioni della legge speciale prima dell’emendamento).

Anche l’indennità di tutela supplementare verrebbe concessa per 14 giorni:

1. assicurato per la necessità di prendersi cura di una persona con un grado di invalidità significativo o moderato fino all’età di 18 anni o con un certificato di invalidità

2. una persona assicurata esentata dal lavoro a causa della necessità di occuparsi personalmente di un adulto invalido;

Allo stesso tempo, si propone che il Consiglio dei Ministri possa prolungare tali periodi oltre i periodi indicati nella legge specialistica, qualora ciò si renda necessario a causa dell’estensione dei periodi di chiusura delle strutture assistenziali e delle scuole.

Cambiamento delle condizioni di lavoro in condizioni meno convenienti.

Si propone inoltre che da un datore di lavoro che abbia registrato una certa diminuzione del fatturato economico e che non sia in ritardo con il pagamento delle imposte, dei contributi previdenziali, dell’assicurazione sanitaria, ecc. (con eccezioni) fino alla fine del terzo trimestre 2019, sia ammissibile:

– limitare il riposo giornaliero minimo ininterrotto a non meno di 8 ore (da 11 ore) e il riposo settimanale minimo ininterrotto a non meno di 32 ore (da 35 ore), che copra almeno 8 ore di riposo giornaliero ininterrotto, tuttavia in tale caso il lavoratore avrebbe diritto a un periodo di riposo equivalente – la differenza tra 11 ore e il numero di ore di riposo più breve preso dal dipendente, che il datore di lavoro è tenuto a concedere al lavoratore per un periodo non superiore a 8 settimane;

– di concludere un accordo per applicare ai dipendenti condizioni di lavoro meno favorevoli di quelle risultanti dai contratti di lavoro conclusi con tali dipendenti nella misura e per la durata concordata nell’accordo concluso con le organizzazioni sindacali o i rappresentanti dei lavoratori, qualora non vi siano organizzazioni sindacali presso il datore di lavoro.

In caso di domande, Vi invitiamo a contattarci:

Ewa Bieniak
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Piotr Pośnik
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Emendamento del diritto fallimentare: pre-pack

L’epidemia di coronavirus ha cambiato la realtà polacca, ma non ha bloccato l’entrata in vigore dell’emendamento della legge fallimentare introdotta dalla legge del 30 agosto 2009. Già da oggi (24 marzo 2020) sono in vigore le nuove disposizioni. Oltre alle modifiche fondamentali nel fallimento dei consumatori, che da ora spetterà praticamente a tutti, ai cambiamenti nell’indebitamento degli imprenditori essenti persone fisiche e all’aumento degli obblighi del curatore in materia di presentazione dei crediti, sta cambiando, in particolare, l’istituzione del pre-pack.

Che cos’è il pre-pack?

Il pre-pack, ovvero la liquidazione preparata, è un istituto di diritto fallimentare polacco avente lo scopo di consentire una transizione fluida dell’imprenditore fallito nelle mani dell’acquirente non appena dichiarato il fallimento. Grazie a questo, l’impresa rimane in movimento, i posti di lavoro, i contratti e i clienti sono mantenuti. Il successo del pre-pack rende più brevi i tempi della procedura fallimentare, riduce i costi e aumenta la soddisfazione dei creditori. La procedura consiste nel fatto che già nella fase della procedura fallimentare, il partecipante di tale procedura presenta una domanda di approvazione delle condizioni di vendita della massa fallimentare. Il pre-pack può coprire l’intera impresa del fallito, una parte della sua organizzazione o i beni che costituiscono una parte significativa dell’impresa. Alla domanda si allega la descrizione e la stima di una determinata parte del patrimonio preparata da un perito, si indica il prezzo proposto e l’acquirente. L’acquirente può essere praticamente qualsiasi soggetto.

Se il tribunale ritiene che l’offerta presentata sia più vantaggiosa della vendita del patrimonio del fallito in una procedura di fallimento “tradizionale”, approva le condizioni di vendita contemporaneamente alla dichiarazione di fallimento. Grazie al pre-pack, l’intera impresa può essere consegnata all’acquirente al momento della dichiarazione di fallimento del debitore.

Modifiche più importanti introdotte dalla nuova legge

1. possibilità di presentare una domanda di pre-pack in qualsiasi fase della procedura fallimentare (finora era possibile solo insieme alla domanda di fallimento);

2. ad ogni partecipante della procedura fallimentare spetterà la legittimità di presentare una domanda di pre-pack; la domanda potrà quindi essere presentata tramite:
– un creditore che presenta la domanda di fallimento del debitore,
– un debitore che presenta la domanda di fallimento,
– un debitore che non presenta la propria domanda di fallimento, in particolare in risposta alla domanda del creditore (anche come eventuale domanda, formulata nel caso in cui il tribunale, nonostante la posizione contraria del debitore, dichiari il suo fallimento);

3. la domanda di approvazione delle condizioni di vendita potrà riguardare più di un acquirente;

4. è stato introdotto un requisito di cauzione pari al 10% del prezzo offerto. Se il contratto di vendita non viene concluso per colpa dell’acquirente, il curatore trattiene la cauzione;

5. sarà introdotta una maggiore tutela dei creditori garantiti dal patrimonio del debitore – il ricorrente sarà obbligato ad allegare un elenco di garanzie costituite dai creditori sul patrimonio del debitore con copie della domanda per i creditori noti garantiti dal patrimonio del debitore. Il tribunale li informa del procedimento in corso e gli consegna le copie della domanda. I creditori materiali potranno presentare la loro posizione al tribunale (entro 14 giorni dalla consegna della domanda). In particolare, essi dovrebbero verificare se la valutazione del bene allegata dal depositante non sia sottovalutata;

6. in caso di presentazione della domanda di pre-pack, sarà nominato un supervisore giudiziario temporaneo (eventualmente un amministratore obbligato). Il suo compito sarà, in particolare, di esaminare la situazione del debitore e di stilare una relazione contenente informazioni rilevanti ai fini della domanda di approvazione delle condizioni di vendita. Questo per garantire che il pre-pack venga eseguito in modo efficiente e trasparente;

7. l’informazione relativa alla presentazione di una domanda per il pre-pack sarà annunciata nel MSiG. Da una parte, l’annuncio mira a inviare un segnale ad altri potenziali acquirenti affinché presentino la propria domanda di pre-pack nella stessa procedura. Dall’altra parte, tale soluzione serve per proteggere i partecipanti del procedimento contro le accuse di violazione dei diritti dei creditori, mediante la vendita ad un prezzo ribassato, senza un adeguato esame dell’ interesse di altri partecipanti presenti sul mercato per l’acquisizione del patrimonio del debitore;

8. nel caso in cui siano state presentate almeno due domande di approvazione delle condizioni di vendita, tra gli acquirenti sara effettuata un’asta per selezionare le condizioni di vendita più favorevoli. L’obiettivo è quello di ottenere il prezzo di vendita più alto possibile, tuttavia la questione è molto controversa. Prima di tutto, può avere un impatto molto negativo sulla velocità del procedimento, che finora è stata il principale vantaggio del pre-pack. Tanto più che la domanda di approvazione delle condizioni di vendita non potrà essere esaminata prima di 30 giorni dalla data dell’annuncio in MSiG sulla sua presentazione. Inoltre, non è stato definito il caso in cui l’oggetto delle due domande di partecipazione al pre-pack non sia lo stesso; come si deve svolgere l’asta e quali criteri adottare se una delle domande riguarderà l’intera impresa e l’altra una parte organizzativa dell’impresa? A queste e ad altre domande si troverà risposta solo nella pratica.

L’emendamento ha certamente sciolto alcuni dei dubbi sulla procedura di liquidazione preparata, e, in alcuni casi, ha sanzionato la prassi dei tribunali che è stata modellata nei 4 anni di funzionamento di questo istituto (ad esempio, nella nomina di un supervisore giudiziario temporaneo). Il vantaggio di tale emendamento è certamente l’introduzione dell’istituto della cauzione, il rafforzamento della posizione dei creditori materiali o l’introduzione di una maggiore trasparenza delle procedure. Tuttavia, alcune soluzioni completamente nuove hanno causato una valanga di ulteriori domande sull’applicazione della legge. In particolare, l’introduzione di un’asta obbligatoria per diverse aste in caso di domande concorrenti solleva una serie di dubbi. Le risposte definitive a questi dubbi saranno note nei prossimi anni di funzionamento dell’istituto pre-pack, in quanto saranno maturate solo dalla dottrina e dalla pratica dei tribunali.

In caso di domande, Vi invitiamo a contattarci:

Barbara Szczepkowska
barbara.szczepkowska@actlegal-bsww.com
+48 602 260 127, +48 22 420 59 59

Marek Miszkiel
marek.miszkiel@actlegal-bsww.com
+48 603 553 566, +48 22 420 59 59

Proposte per l’esecuzione di contratti di appalto pubblico

Il Ministero dello Sviluppo sta lavorando su nuove normative riguardanti il cosiddetto “scudo anticrisi”. Il progetto di legge pubblicato riguardante la modifica della legge sulle disposizioni speciali per evitare, prevenire e combattere la COVID-19, altre malattie infettive e situazioni di crisi da esse causate ed alcuni altri atti (“Progetto di Legge“) riguarda pure la procedura di aggiudicazione degli appalti pubblici (la “LAP“), compresi i contratti stipulati in tale modalità.

Nella parte finale del rapporto abbiamo incluso le nostre raccomandazioni per gli appaltatori ed i committenti che possono aiutare a portare in modo corretto – nella situazione attuale di stato di epidemia – i progetti attuali alla fine. A nostro parere, il Progetto di Legge non introduce alcuna modifica rivoluzionaria alla procedura LAP. Essa si concentra principalmente sulla flessibilità della cooperazione tra le parti del contratto LAP in relazione alla situazione corrente. Abbiamo notato modifiche della procedura LAP negli ambiti:

(i) mancata penalizzazione dei committenti ai sensi della legge sulla disciplina delle finanze pubbliche per azioni che consistono nella modifica di un contratto di appalto pubblico nonché di non procedere con le rivendicazioni dagli appaltatori che sono risultato dalla COVID-19 se ciò influisce sull’esecuzione di un determinato contratto;

(ii) evidenziamento di alcune possibilità che esistevano finora, ad esempio per quanto riguarda le modifiche del contratto LAP;

(iii) disponimento alle parti del contratto LAP di adottare la dovuta diligenza nei confronti della reciproca e immediata notifica dell’impatto dell’attuale situazione epidemica sulla realizzazione del contratto LAP;

di conseguenza, il Progetto di Legge fornisce una “guida per il futuro” nell’ambito della futura regolamentazione dei rapporti contrattuali nei procedimenti in corso.

Di seguito presentiamo sinteticamente le modifiche previste, accompagnate da commenti.

1. ESCLUSIONE DELL’APPLICAZIONE DELLA LEGGE LAP – art. 6 comma 1 del Progetto di Legge

1.1. Il Progetto di Legge modifica l’attuale articolo 6 della legge in vigore in modo tale che è stato precisato che la LAP non si applica ai contratti per servizi o forniture necessari per lottare contro la COVID-19 se esiste un’alta probabilità di una rapida e incontrollata diffusione della malattia o se la protezione della salute pubblica lo richiede. Rispetto alla normativa ancora in vigore, la modifica riguarda l’oggetto del contratto: attualmente si tratta di “beni o servizi” che sarà sostituito da “servizi o forniture”.

Consideriamo il cambiamento come positivo. In primo luogo, il concetto di merce non è lo stesso del concetto di fornitura ai sensi della LAP e avrebbe certamente potuto restringere illegalmente il catalogo delle merci che possono essere ordinate in una situazione di emergenza, ad eccezione del regime della LAP. Ricordiamo che secondo la LAP le forniture sono: “acquisto di merci e altri beni, in particolare sulla base di un contratto di vendita, fornitura, affitto e leasing con o senza opzione di acquisto, che può includere in aggiunta il collocamento o l’installazione”.

Esempio: dopo la modifica, se l’oggetto del contratto è l’acquisto di reagenti per analisi da laboratorio, sono i committenti che potranno acquistare i reagenti, compresa l’installazione delle attrezzature necessarie, escluse le disposizioni della LAP, a condizione che la tutela della salute pubblica lo richieda e se sarà necessario lottare contro il COVID-19.

1.2. Facciamo presente che ai sensi dell’art. 46c della legge del 5 dicembre 2008 sulla prevenzione e lotta contro le infezioni e le malattie infettive dell’essere umano (“Legge sulle Epidemie“): “agli appalti per servizi, forniture o lavori di costruzione concessi in relazione alla prevenzione o alla lotta contro un’epidemia in una zona in cui è stato annunciato un rischio di epidemia o uno stato di epidemia non si applicano le disposizioni sugli appalti pubblici”.

Tale disposizione copre in modo molto chiaro una gamma più ampia di appalti che sono esclusi dall’applicazione dalla legge LAP in caso di epidemia in quanto comprendono lavori di costruzione.

2. BANCA ECONOMICA NAZIONALE [BANK GOSPODARSTWA KRAJOWEGO] – art. 6 comma 2 del Progetto di Legge

2.1. Da notare, in via eccezionale, che finora la maggior parte degli strumenti attuati da BGK sono stati realizzati mediante una struttura di fondi (gestiti da BGK) e intermediari finanziari (ad es. fondi di credito) selezionati da BGK – generalmente attraverso appalti pubblici.

2.2. Nel caso di scelta di nuovi intermediari finanziari per il sostegno alle MŚP colpite da COVID-19, non si applicano le disposizioni della LAP. Tuttavia, le procedure di scelta dovranno essere aperte, trasparenti, chiare, non discriminatorie e prive di conflitti d’interesse.

3. REGOLE SULLA CONCESSIONE DI APPALTI ESCLUSI DALLA LAP E DALLA BGK – ART. 6 COMMA 1 E 2 DEL PROGETTO DI LEGGE

3.1. Il committente e la BGK, nella concessione di appalti esclusi ai sensi dell’art. 6 comma 1 e 2 del Progetto di Legge, saranno obbligati ad attenersi alle seguenti regole:

3.1.1. garantire la trasparenza della procedura e la parità di trattamento dei soggetti interessati all’esecuzione dell’appalto e considerare le circostanze che possono influire sulla sua concessione;

3.1.2. non diffondere informazioni relative al presente ordine, che costituiscono un segreto commerciale ai sensi delle disposizioni sulla lotta alla concorrenza sleale, se il soggetto interessato all’esecuzione dell’appalto, entro e non oltre la stipula del contratto per l’esecuzione del presente ordine, ha riservato che esse non possono essere diffuse;

3.1.3. pubblicare immediatamente sul proprio sito web del Bollettino di Informazione Pubblica le informazioni concernenti la concessione dell’appalto, indicando la denominazione (ditta) o il nome e cognome del soggetto con cui ha stipulato il contratto per l’esecuzione dell’appalto, o l’informazione sulla mancata concessione di tale appalto.

3.2. L’esclusione dell’applicazione delle disposizioni della LAP in questo caso non comporta la possibilità per i committenti di ordinare l’appalto a qualsiasi appaltatore, ad esempio mediante una procedura negoziata. A nostro avviso, ci sarà comunque l’obbligo di eseguire la procedura (escludendo ovviamente le disposizioni della LAP), ma in modo tale da garantire la possibilità di partecipare a tale procedura ad almeno alcuni soggetti che possono essere esecutori di forniture o di servizi.

3.3. Nel caso di lavori di costruzione, l’applicazione delle stesse regole può essere soggetta a discussione. Per i lavori di costruzione si applicheranno le disposizioni della Legge sulle Epidemie.

4. MODIFICHE NEI CONTRATTI DI ORDINI PUBBLICI

4.1. Il Progetto di Legge prevede:

4.1.1. possibilità di modificare il contratto LAP stipulato, in termini di scadenze, così come in termini dell’importo del compenso concordato nel contratto;

4.1.2. esclusione della responsabilità degli appaltatori (compresi appaltatori di settore) per la rinuncia alla definizione e alla rivendicazione nei confronti dei committenti (ad es. penali contrattuali) o alla modifica del contratto, secondo le regole previste dal progetto.

Ad 4.2.1. – modifiche al contratto LAP

a. Ciascuna delle parti del contratto LAP è obbligata ad informare sull’impatto delle circostanze relative al verificarsi di COVID-19 sulla corretta esecuzione del presente contratto, se tale circostanza si è verificata o può verificarsi (“Informazione“). L’obbligo informativo si applica solo alle circostanze che hanno o possono avere impatto sulla futura esecuzione di un determinato ordine.

b. Le informazioni devono essere accompagnate da una dichiarazione o da documenti (che possono essere autodichiarazioni, così come altre da terzi, presentate o disponibili anche in formato elettronico), che possono riguardare in particolare – facciamo notare che non si tratta di un’enumerazione chiusa:

(i) il numero e le posizioni dei dipendenti o delle persone che svolgono un lavoro retribuito su una base diversa da quella del rapporto di lavoro che sono o potrebbero essere coinvolte nell’esecuzione del contratto:
• soggetti a ricovero ospedaliero obbligatorio per la lotta contro la COVID-19 o la quarantena o la sorveglianza epidemiologica per il contatto con persone la cui salute è stata messa in pericolo dalla COVID-19;
• esenzionati dallo svolgimento del lavoro a causa della necessità di occuparsi personalmente di un bambino o di un bambino con un grado di disabilità grave o media fino all’età di 18 anni o di un bambino con un certificato di disabilità in caso di chiusura dell’asilo nido, del club per bambini, della scuola materna, della scuola o di un altro istituto frequentato dal bambino, o dell’incapacità lavorativa da parte della baby-sitter o di una persona che si prende cura di una tata o di un accompagnatore diurno a causa del diffondersi di COVID-19;

(ii) decisioni emesse dall’Ispettorato Generale Sanitario o dall’ente agente dietro sua autorizzazione, in relazione alla lotta contro il COVID-19, che richiedono all’appaltatore di adottare determinate misure preventive o di controllo;

(iii) ordini emessi da voivodi o decisioni del Presidente del Consiglio dei Ministri in relazione alla lotta contro il COVID-19 – gestione dei rifiuti;

(iv) sospensione delle consegne di prodotti, componenti o materiali, difficoltà di accesso alle attrezzature o difficoltà nella fornitura di servizi del trasporto.

c. L’Appaltatore può invocare tutte le suddette circostanze nella misura in cui esse si applicano anche ad un subappaltatore o successivi subappaltatori.

d. Ciascuna delle parti della LAP può richiedere ulteriori dichiarazioni o documenti che confermano l’impatto delle circostanze relative al verificarsi di COVID-19 sulla corretta esecuzione del presente contratto.

e. Al ricevimento delle informazioni, la parte contrattuale sarà tenuta a valutare, sulla base delle dichiarazioni e dei documenti in suo possesso, l’impatto delle circostanze indicate sulla corretta esecuzione di un contratto di concessione dell’appalto. Non sarà consentito lasciare le informazioni ricevute senza controllo e comunicazione all’altra parte una posizione adeguata. Termine per prendere posizione: 7 giorni dalla data di ricevimento dell’Informazione.

f. Il Progetto di Legge prevede che le modifiche ammissibili comprendano le modifiche di cui all’articolo 144 comma 1, punto 3) della LAP, tuttavia il Progetto di Legge prevede la possibilità di modifiche in tre aree:

(i) modifiche del termine per l’esecuzione del contratto della sua parte, o la sospensione temporanea dell’esecuzione del contratto della sua parte. In caso di problemi temporanei nell’esecuzione del contratto causati da circostanze relative a COVID-19 (ad esempio, interruzioni della catena di fornitura, mancanza di un numero sufficiente di dipendenti), le parti avranno il diritto di rimodellare le questioni relative al momento del completamento della LAP, ad esempio: potranno sospendere il contratto (in totale o in parte), ovvero sospendere le attività finalizzate all’esecuzione del contratto fino alla cessazione dei motivi della sospensione, o continuare l’esecuzione del contratto o di una sua parte, tenendo conto delle limitazioni derivanti dalle circostanze causate da COVID-19, compresa la contemporanea proroga del termine per la sua esecuzione. A nostro avviso, insieme a tale modifica, si potrebbe richiedere di apportare le opportune modifiche al compenso, nonché la constatazione che l’appaltatore non è responsabile dell’esecuzione del contratto entro il termine;

(ii) modifiche nelle modalità di consegna, di servizio o di lavori di costruzione. Ciò può consentire alle parti della LAP di adeguare i requisiti originari relativi alle modalità di esecuzione del contratto alle limitazioni derivanti dall’esistenza di COVID-19.

Ad esempio: in caso di mancanza di accesso ad una specifica tecnologia, attrezzatura o materiali, sarà consentito eseguire l’oggetto del contratto utilizzando una tecnologia, attrezzatura o materiali diversi (equivalenti al precedente). La modifica delle modalità di esecuzione dell’ordine può essere tempestiva o indefinita. La modifica del metodo di esecuzione dell’ordine può anche comportare una modifica dell’esecuzione delle singole fasi dell’ordine (modifica della sequenza di esecuzione dell’ordine);

(iii) modifiche dell’ambito dell’ordine compresa la corrispondente variazione dei compensi. La modifica dell’ambito del contratto può assumere la forma di una modifica temporanea, ossia per il periodo in cui si verificano circostanze relative alla trasmissione del virus COVID-19 (ad esempio, nel caso di forniture, servizi continui o periodici) o una modifica definitiva che consiste nella determinazione definitiva di un nuovo ambito del contratto (ad esempio, riduzione dell’ambito di una singola fornitura o servizio). La modifica dell’ambito di applicazione del contratto richiederà una corrispondente modifica del compenso.

g. Limitazione nelle modifiche: l’aumento del compenso derivante da qualsiasi modifica non può superare il 50% del valore del contratto originario.

h. Se il contratto LAP contiene disposizioni per penali contrattuali o danni a titolo della responsabilità per mancata o impropria esecuzione a causa di circostanze designate, l’ Informazione deve includere i dati sull’impatto del verificarsi di COVID-19 sulla sua corretta esecuzione e sull’impatto della modifica del contratto, sulla legittimità di stabilire e perseguire tali penali o danni, o sul loro ammontare.

i. In caso di conferma da parte del committente dell’impatto di uno stato di epidemie sull’esecuzione della LAP può astenersi dal determinare e dall’indagare le penali o i danni contrattuali stipulati o, in determinati casi di contributo dell’appaltatore alla ritardata / impropria esecuzione del contratto LAP, misurarli.

Ad 4.2.2. – esclusione della responsabilità

Il Progetto di Legge propone che la modifica del contratto e il recesso dalla definizione e dal recupero dei crediti derivanti dall’inadempimento o dall’esecuzione impropria del contratto di appalto pubblico a seguito delle circostanze indicate non costituiscano una violazione della disciplina di finanza pubblica. Ciò significa che il committente, agendo sulla base delle disposizioni del Progetto di Legge, afferma che l’inadempimento o l’esecuzione impropria del contratto è il risultato delle azioni di COVID-19, e pertanto si asterrà dal richiedere penalità contrattuali stabilite o compensazioni o modificherà il contratto LAP, non sarà responsabile per la violazione della disciplina di finanza pubblica. A nostro avviso, tale soluzione dovrebbe incoraggiare i committenti a utilizzare soluzioni contenute nel Progetto di Legge.

AZIONI RACCOMANDATE – APPALTATORI:

1. Verifica dei contratti nel campo dei termini, obblighi contrattuali, piani di esecuzione, responsabilità, comprese le penali contrattuali.

2. Verifica della situazione attuale in termini di potenziale personale/tecnico in termini di dipendenti, collaboratori, subappaltatori, fornitori e catena di fornitura.

3. La comunicazione continuativa con il cliente e la determinazione delle ulteriori misure da adottare, compreso lo scambio di informazioni, la corrispondenza attuale e l’adozione di misure per modificare il contratto – anche nella forma di tale comunicazione.

4. Raccolta di documenti che confermano l’impatto dello stato dell’epidemia sulla corretta esecuzione del contratto – la forma dei documenti e delle dichiarazioni può certamente essere anche elettronica.

5. Se necessario: (i) preparare una motivazione dettagliata della propria posizione, indicando tutte le circostanze che possono influire sulla corretta esecuzione del contratto, (ii) raccomandazione: progetto di modifica del contratto per facilitare il dialogo con il committente.

AZIONI RACCOMANDATE – COMMITTENTI:

1. I committenti che conducono il procedimento dovrebbero considerare la possibilità di introdurre nel contratto disposizioni che prevedano la possibilità di modificare il contratto sulla base del contenuto del Progetto di Legge.

2. I committenti che hanno concluso contratti di appalto pubblico devono: (i) analizzare inoltre in dettaglio le sue disposizioni in termini di possibilità di apportare modifiche in relazione al Progetto di Legge; (ii) consentire il dialogo con gli appaltatori; (iii) preparare i propri dipendenti a una valutazione efficiente delle informazioni; (iv) informare i dipendenti responsabili della supervisione e del coordinamento dei contratti LAP delle modifiche previste dal Progetto di Legge, soprattutto per quanto riguarda la mancanza di responsabilità per la violazione della disciplina in materia di finanze pubbliche.

Siamo a Vostra completa disposizione e Vi assisteremo nella valutazione della Vostra situazione. Vi preghiamo di contattarci in qualsiasi momento via e-mail, telefono o via messaggero istantaneo:

Sebastian Pietrzyk – co-gestore degli appalti pubblici
+48 606 406 531 – WhatsApp
sebastian.pietrzyk@actlegal-bsww.com

Marcelina Daszkiewicz – co-gestore degli appalti pubblici
+48 665 667 667 670 – WhatsApp
marcelina.daszkiewicz@actlegal-bsww.com

Allerta fiscale: Dettagli dello Scudo Anticrisi

Possibilità di liquidazione retroattiva delle perdite fiscali in PIT e CIT subite nel 2020.

• Contribuenti che, a causa di COVID-19:
i) hanno subito una perdita nel 2020 e
(ii) hanno raggiunto nel 2020 redditi inferiori di almeno il 50% rispetto a quelli raggiunti nel 2019 da questa attività
– possono, nella dichiarazione CIT-8 per il 2019, ridurre una tantum il reddito dell’importo della perdita subita nel 2020, ma non più di 5 milioni di PLN.

Rinvio dell’imposta sul reddito degli edifici fino al 20 luglio 2020.

• Rinvio della data di pagamento dell’imposta sul reddito da edifici per i mesi da marzo-maggio 2020 fino al 20 luglio 2020 quando:
(i) il contribuente ha subito conseguenze economiche negative a causa della COVID-19 in un determinato mese;
(ii) i redditi raggiunti dal contribuente in un determinato mese sono inferiori di almeno il 50% rispetto allo stesso mese del 2019.

Rinvio degli anticipi PIT fino al 1° giugno 2020.

• L’obbligo di pagare gli anticipi PIT per marzo e aprile 2020 sui redditi da contratti di lavoro, contratti di mandato e contratti d’opera, a titolo di diritti di proprietà (se si applica il 50% delle spese deducibili) e sulle prestazioni finanziarie previdenziali riscosse dagli ordinanti è rinviato fino al 1° giugno 2020 se gli ordinanti hanno subito conseguenze economiche negative a causa di COVID-19.

Esenzione dal PCC

Esenzione dal PCC dei contratti di prestito conclusi fino al 31 agosto 2020 – volta agli imprenditori la cui liquidità si è deteriorata a causa delle conseguenze economiche negative dovute a COVID-19.

Cancellazione dell’obbligo di applicare lo sgravio per i crediti inesigibili da parte dei debitori in caso di mancato pagamento

• Il debitore non è obbligato ad aumentare il reddito che costituisce la base per il calcolo degli anticipi sul CIT per il 2020 del valore delle passività commerciali non pagate se ha soddisfatto tutte le seguenti condizioni:
(i) ha subito in un determinato periodo di esercizio conseguenze economiche negative a causa di COVID-19;
(ii) i redditi percepiti dal debitore in un determinato mese sono inferiori di almeno il 50% rispetto al corrispondente mese del 2019.

Possibilità di rinunciare alla forma semplificata di pagamento degli anticipi per marzo-dicembre 2020.

• I piccoli contribuenti che utilizzano la forma semplificata di pagamento degli anticipi nel 2020 possono rinunciare durante l’anno fiscale alla forma semplificata di pagamento degli anticipi per i mesi marzo-dicembre 2020 se subiscono conseguenze economiche negative a causa della COVID-19.

• Il contribuente dovrebbe informare l’agenzia delle entrate della rinuncia nella sua dichiarazione per l’anno 2020.

Detrazione delle donazioni per la lotta contro COVID-19

• Il contribuente può dedurre dalla base imponibile il valore delle donazioni (finanziarie o in natura) effettuate nel 2020 per la lotta contra COVID-19:
(i) il soggetto che svolge attività terapeutiche, iscritte nell’elenco di cui alla legge su COVID-19;
(ii) l’Agenzia per le Riserve Materiali ai fini dello svolgimento dei compiti previsti dalla legge;
(iii) la Banca Dati Centrale delle Riserve Sanitarie e Anti epidemiche ai fini dello svolgimento delle sue attività statutarie.

Rinvio dei termini di entrata in vigore

• Imposta sulla vendita al dettaglio: al 1° gennaio 2021.

• Nuova matrice delle aliquote IVA: Rinvio dell’entrata in vigore al 1° luglio 2020.

• JPK IVA con dichiarazione per le grandi imprese: Rinvio dell’entrata in vigore al 1° luglio 2020.

Niente tasse in caso di concessione di sgravi fiscali e previdenziali per il rinvio

• Abrogazione della tassa per il rinvio in caso di decisione di concessione di sgravi fiscali (in base ad una domanda presentata durante la vigenza dello stato di rischio epidemico o entro 30 giorni dalla sua cancellazione, e in caso di annuncio di epidemia – durante la sua vigenza o entro 30 giorni dalla sua cancellazione)

• Abrogazione della tassa per il rinvio in caso di differimento del termine di pagamento o ripartizione in rate degli importi dovuti per i contributi ZUS dovuti per il periodo dal 1° gennaio 2020 (in base ad una domanda presentata durante la vigenza dello stato di rischio epidemico o entro 30 giorni dalla sua cancellazione, e in caso di annuncio di epidemia – durante la sua vigenza o entro 30 giorni dalla sua cancellazione).

Controlli fiscali, esecuzione

• Possibilità di sospendere d’ufficio o su richiesta del procedimento o del controllo fiscale o del controllo doganale e fiscale. La decisione comporta effetti legali dal momento in cui viene emessa. L’autorità consegna la decisione immediatamente, ma non oltre la data di adozione della decisione sulla sospensione del procedimento o del controllo. Ai periodi di sospensione dei procedimenti e dei controlli non si aggiungono i periodi della loro sospensione.

Relazioni – rinvio dei termini

• Proroga del termine per la presentazione della notifica di pagamento su un conto non risultante nella lista bianca fino a 14 giorni dalla data dell’ordine del bonifico durante il periodo di vigenza dello stato di rischio epidemico o dello stato di epidemia annunciato a causa di COVID-19.

• Sospensione dei termini notifica degli schemi fiscali (non transfrontalieri) nel periodo dal 31 marzo al 30 giugno 2020.

• Proroga di 6 mesi del termine per l’emissione di interpretazioni fiscali

Competenze delle autorità su ulteriori sgravi e convenienze

• Il Consiglio comunale può, per una parte dell’anno 2020, adottare un’esenzione dal PON per terreni, edifici e costruzioni legate alle attività commerciali – per gli imprenditori la cui liquidità finanziaria si è deteriorata a causa delle conseguenze economiche negative dovute alla COVID-19.

• Il sindaco (sindaco, presidente del comune), può, mediante un’ordinanza, prorogare i termini di pagamento delle rate dell’imposta sugli immobili, pagabili nei mesi di aprile, maggio e giugno 2020, non oltre il 30 settembre 2020. – concerne gruppi di imprenditori indicati nell’ordinanza la cui liquidità finanziaria si è deteriorata a causa delle conseguenze economiche negative dovute alla COVID-19.

• Il MF ha la possibilità di posticipare, mediante un’ordinanza, della data di redazione, approvazione, messa a disposizione e presentazione del bilancio.

In caso di domande, Vi preghiamo di contattarci:

Małgorzata Wąsowska
Consulente tributario / Partner
malgorzata.wasowska@actlegal-bsww.com
+48 691 477 047